anche Arlen ness presenta la linea di abbigliamento omologato

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Pizza
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Joined: 2010/06/30

tutta la produzine manterra' le solite caratteristiche del capo utilizzato per l'omologazione?!

Coniglione-OldAdm
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Joined: 2009/04/05
Batty ha

Batty ha scritto:

tutta la produzine manterra' le solite caratteristiche del capo utilizzato per l'omologazione?!

Ho spostato in notizie...

Ovviamente eravamo a conoscenza della notizia. Non l'abbiamo diffusa perché per quanto ne so io siamo ancora in una fase "esplorativa" dell'omologazione per il produttore cinese...

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Più che un admin, una colf!

andrea fiacchini
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Joined: 2010/09/09
se arlenn ness omologa si

se arlenn ness omologa si puo' ben dire che l'omologazione sta' diventando una "tendenza"

Alaxandair
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Joined: 2009/04/05
veramente il gruppo madif è

veramente il gruppo madif è dal 2008 che "lo fa".
solo adesso lo pubblicizza, facendoci portavoce di chissà cosa.
Solo che le prime tute certificate non avevano le protezioni ai fianchi, quelle di adesso pare di si.
E poi, maggiore stranezza, certificano ogni singola combinazione di colore in modo separato. Che usino pellami diversi? Ma rifaranno tutta la procedura intera per tutte le combinazioni? A che costi andrebbero incontro?

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"guida spirituale" (cit.: Conny) di www.motosicurezza.com
Integralista della sicurezza e sostenitore del Cambridge Standard - High Performance

Score One For Faceless Government Bureaucrats

"The Cambridge standard for the CE marking is the highest in the world, some criticized Dr Woods , saying he was over the top, however when you are sliding down the road having fallen off at 120mph you may be thanking him."

Taym
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Joined: 2009/05/13
Batty ha scritto:tutta la

Batty ha scritto:
tutta la produzine manterra' le solite caratteristiche del capo utilizzato per l'omologazione?!

Ottima domanda. Come dicevo in un altro thread (Halvarssons Safety Grip) puoi ragiovolmente supporlo (o non supporlo, se sei diffidente), ma non hai garanzie in merito a meno che l'Arlen Ness sia certificata ISO9000, o successive/derivate certificazioni di processo (aka "certificazioni di qualita'").

Le certificazioni di prodotto, come quelle di cui parliamo spesso su questo forum, si effettuano sui prodotti intesi come "progetti" e vengono verificate su uno o piu' esemplari.

Le certificazioni di processo, come la ISO9000 di cui si lege in giro continuamente, vengono conseguite dalle aziende nel complesso e non riguardano i loro prodotti ma i processi produttivi usati; esse "garantiscono" che le linee produttive sfornino esemplari affetti da un basso errore statistico, ovvero "sempre" aderenti al progetto.

Semplificando, ovviamente. In realta' non si parla di aggettivi ("basso" errore) o avverbi ("sempre" aderenti), ma di valori statistici, numerici, e di processi.

Per fare due esempi estremi: se la Taym Inc. e' certificata ISO9000 ma non ha mai realizzato guanti e non sa come fare, potrebbe progettare un paio di guanti penosi che si scuciono al solo guardarli ma, essendo ISO9000, sara' bravissima a produrre i guanti schifosi proprio come da progetto, ne' piu' ne' meno.

O anche, se Taym Inc. progettasse un paio di sivali straordinari con caratteristiche di sicurezza superlative, potrebbe tuttavia avere linee di produzione cosi' scadenti che solo 1 paio su 3 venga realizzato come da progetto. E tuttavia quel paio ben riuscito sarebbe davvero ottimo, e, se spedito ad un ente certificatore, otterrebbe a buon diritto una certificazione di prodotto (magari DPI, come quelle di cui parliamo su motsicurezza).

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Cristian72
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Joined: 2010/09/06
Ma se la Taym Inc. è italiana

Ma se la Taym Inc. è italiana ma in Italia fà poco o nulla e si fà fare quasi tutto in Asia,magari con vari escamotage tipo il prodotto semilavorato a cui basta appiccicare una targhetta e via dicendo,e metti che la grossa industria asiatica a sua volta gira la produzione o parte delle lavorazioni ad altre aziendine del posto che per fare una cucitura prendono il primo filo che gli capita in mano o quello che costa meno,ma come si fà a controllare un processo del genere?

Questi discorsi mi riportano a quanto letto sul libro di Saviano dove i sarti napoletani che lavorano nei sottoscala,ovviamente in nero,con materiali che arrivano dalla Cina,poi vedono i capi che hanno confezionato indossati dalle star hollywoodiane e venduti a migliaia di euro.

Il sistema è marcio e sarà sempre in grado di aggirare le scartoffie,questo è quello che penso io.

Dimifox
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Joined: 2010/04/11
Cristian72 ha scritto:Ma se

Cristian72 ha scritto:
Ma se la Taym Inc. è italiana ma in Italia fà poco o nulla e si fà fare quasi tutto in Asia,magari con vari escamotage tipo il prodotto semilavorato a cui basta appiccicare una targhetta e via dicendo,e metti che la grossa industria asiatica a sua volta gira la produzione o parte delle lavorazioni ad altre aziendine del posto che per fare una cucitura prendono il primo filo che gli capita in mano o quello che costa meno,ma come si fà a controllare un processo del genere?

Questi discorsi mi riportano a quanto letto sul libro di Saviano dove i sarti napoletani che lavorano nei sottoscala,ovviamente in nero,con materiali che arrivano dalla Cina,poi vedono i capi che hanno confezionato indossati dalle star hollywoodiane e venduti a migliaia di euro.

Il sistema è marcio e sarà sempre in grado di aggirare le scartoffie,questo è quello che penso io.

Premetto che io le certificazioni le... subisco! Big smile Wink

Nell'azienda in cui lavoro, certificata ISO9001 e ISO140001, utiliziamo fornitori esterni non certificati. Tuttavia i soloni di BVQI non hanno obbiettato in quanto internamente all'azienda è proceduralizzato un sistema di controllo (certificato per definizione) del loro operato. La stessa cosa può valere nel caso del tuo esempio. Faccio produrre la tuta ad un fabricante pachistano ma la faccio controllare ad un mio dipendente italiano secondo delle procedure codificate ed approvate dall'ente certificatore dell'azienda.

Il sistema è sano nella misura in cui NOI lo rendiamo sano!!!

Ciao.

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Dimifox
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Taym
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Dimifox ha scritto:Cristian72

Dimifox ha scritto:
Cristian72 ha scritto:
Ma se la Taym Inc. è italiana ma in Italia fà poco o nulla e si fà fare quasi tutto in Asia,

[...]
Faccio produrre la tuta ad un fabricante pachistano ma la faccio controllare ad un mio dipendente italiano secondo delle procedure codificate ed approvate dall'ente certificatore dell'azienda.

Il sistema è sano nella misura in cui NOI lo rendiamo sano!!!
Ciao.

Esatto.

La realtà è che "dove" si produce non conta nulla, in se stesso. E' un falso mito popolare. Deriva da questo ragionamento:
"Salve sono Mario Rossi. Siccome nella mia vita quotidiana, sulle bancarelle o nei negozi, trovo un mucchio di prodotti scadenti e leggo che sono tutti Made in China, allora deduco che i prodotti Cinesi sono tutti scadenti".
Il ragionamento è completamente errato, dalle premesse alle conclusioni.

1. Un mucchio di prodotti di altissima qualità sono prodotti in Cina, ad esempio, ma non lo sapremo mai perchè sopra c'è scritto "Made in Italy". Essi sono prodotti in Cina secondo standard qualitativi definiti dal produttore Europeo, Americano, Giapponese, e come dice Dimi tali standard produttivi vengono verificati dagli stessi che li verificano in US, EU, JP, siano essi ispettori della casa madre, ispettori di enti di certificazione terzi privati, pubblici, o chi volete.
Dunque la premessa è errata.

2. Il fatto che Mario Rossi tocchi con mano quotidianamente un mucchio di cattivi prodotti Cinesi non significa, a rigor di logica, che tutti i prodotti Cinesi siano scadenti. E' semplicemente un rapporto causa effetto che non sta in piedi. Un falso sillogismo. Una "generalizzazione" senza fondamento.
Come dire che siccome Mario Rossi ha due amici che odiano il ragù allora tutti gli amici di Mario Rossi odiano il ragù. Che razza di discorso è? Laughing out loud

Se Taym Inc. è certificata ISO9001, ISO14000, ISOquelchevipare, e produce DPI certificati ENquelchevipare, allora che produca a Roma, Pavia, Hong Kong, Singapore, Thaipei, Tokio, Toronto, New York o Sidney è del tutto indifferente, perchè TUTTI gli impianti di produzione dovranno in egual misura soddisfare i requisiti delle varie certificazioni, di processo e di prodotto.

E questa non è teoria. E' pratica. Un mucchio di prodotti che usiamo e riteniamo di altissima qualità sono fatti in Cina o in oriente in generale. Chi lavora nel settore informatico o elettronico, ad esempio, sa quanto ciò sia macroscopicamente vero. E parliamo di un settore ad alto contenuto tecnologico, mica di guanti.

Quel che è vero, invece, è che in Cina la legislazione sui minimi standard qualitativi e di sicurezza è talmente carente, ancora, che è possibile, e spesso accade, che vengano realizzati prodotti pessimi. Prodotti che sarebbero illegali in US, EU, JP ecc. Ma questa è una cosa ben diversa dal dire che i prodotti Cinesi fanno pena.

Non è vero che i prodotti cinesi sono pessimi.
E' vero che in Cina si fanno, insieme a prodotti eccellenti, molti prodotti pessimi che non potrebbero essere realizzati in occidente.

C'è una differenza immensa tra i due concetti, no?

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Cristian72
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Joined: 2010/09/06
No,no,piano......quello che

No,no,piano......quello che chiami falso mito un fondo di verità ce l'ha,altrochè se ce l'ha.
Lasciamo stare la roba da bancarella e mercatoni che sappiamo tutti sia di qualità schifosa,è verissimo che in Cina sono capaci di fare ottimi prodotti ma,esattamente come quà e da qualsiasi altra parte,la roba buona ha un costo e quella mediocre ne ha un'altro,tutto stà alla azienda committente quanto vuole spendere e quanto vuole lucrarci poi rivendedo la roba quà.
Esempio,da sempre sono appassionato di hificar,un'pò anche home,e sò benissimo che ci sono aziende cinesi che fanno roba ottima nell'home,che vendono col LORO marchio ma che quà sono praticamente sconosciute ai più e che non arrivano nel nostro mercato se non per caso tramite qualche piccolo importatore interessato più alla passione che al lucro,il perchè è semplice......essendo roba buona ha un costo,anche lì in Cina,e il "mercato" non è interessato a importare roba su cui non può lucrarci alla grande.
Nell'hificar invece è successo che un tempo i marchi americani,made in USA,facevano roba ottima,che costava anche molto ma nella stragrande maggioranza dei casi eri sicuro di acquistare roba seria,poi gradualmente sono passati quasi tutti a rimarchiare roba cinese/asiatica col risultato che ora vendono tutti più o meno la stessa robaccia che non è neanche parente di quella che facevano un tempo,difatti gli appassionati di lungo corso spesso cercano l' "old school" di 20-30 anni fà,o se devono andare sul nuovo si rivolgono a quelle aziende che hanno resistito,che hanno puntato sulla qualità e non sono migrate o se l'hanno fatto che l'abbiano fatto seriamente,non mettendo il loro marchio su un prodotto già pronto.

Stessa cosa io penso sia nell'abbigliamento e qualsiasi altro settore,se hai il terzista cinese serio e lo paghi perchè sia serio è una cosa,se cerchi quello che ti fà meno sarà un'altra cosa,e comunque penso che se vuoi la massima qualità la roba te la devi fare tu,quà,e non là,se non altro perchè hai sempre sotto controllo tutto,dalla a alla z,e non devi mettere uno che controlla e verifica capo per capo il container che è appena arrivato da chissàdove........ma poi credete veramente che lo facciano?Io sicuramente no,per me dal container và direttamente al negozio,se poi non và bene c'è la "garanzia",tanto lo sanno già che nella stragrande maggioranza il malcapitato non farà altro che buttare e comperare altro,perchè dopo un anno chissà dov'è la scatola,chissà dove sarà lo scontrino,ah sì lo scontrino c'è ma su carta termica e si è cancellato,e se poi mi dicono che si è rotto perchè sono caduto anche se non è vero,e mi tocca spedire,e chissà quante altre rotture di marones che fai prima a ricomprare quello che ti si è rotto........tanto costa poco,è fatto in Cina.

Taym
ritratto di Taym
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Joined: 2009/05/13
Cristian72 ha scritto:quello

Cristian72 ha scritto:
quello che chiami falso mito un fondo di verità ce l'ha,altrochè se ce l'ha.

Esatto. Un fondo di verità, che signfica che è un'affermazione largamente inesatta che contiene qualche elemento di vero.

Ovvero: l'affermazione "i prodotti Cinesi fanno schifo" è insostenibile e non ha alcun senso. Se leggi "Made in China" puoi avere di fronte prodotti eccellenti, come anche se leggi "Made in Italy" puoi avere prodotti scadentissimi (magari prodotti in Cina, visti i requisiti per scrivere "Made in Italy").
Il punto non è in quale regione del globo produci, ma come lo fai.

Citazione:
la roba buona ha un costo e quella mediocre ne ha un'altro

Motosicurezza stessa mostra banalmente come caschi da € 90 siano "migliori" di caschi da € 600 . Senza allontanarti molto, dunque, puoi vedere come quello che enunci non sia un principio universalmente valido. Al più una massima popolare che in alcuni casi si rivela vera, in altri no.

Può essere spesso vero che un prodotto migliore costi di più, ma non è una regola, nè una necessità. Infatti, da un lato in un libero mercato il prezzo non è - e non deve - essere determinato dai costi di produzione. Dall'altro, grazie a mille fattori tecnologici o organizzativi, costi di produzione alti non necessariamente corrispondono ad alta qualità dei prodotti. Potrebbero, ad esempio, semplicemente significare che sei inefficiente e spendi soldi in scioperi, boicottaggi, regali di Natale a parenti, amici e politici.

Citazione:
Nell'hificar invece è successo che un tempo i marchi americani,made in USA,facevano roba ottima,che costava anche molto ma nella stragrande maggioranza dei casi eri sicuro di acquistare roba seria,poi gradualmente sono passati quasi tutti a rimarchiare roba cinese/asiatica col risultato che ora vendono tutti più o meno la stessa robaccia

L'Hi-Fi car, come qualsiasi industria elettronica, usa componenti prodotti in mezzo mondo. In elettronica in particolare "americano", "europeo", "cinese" non hanno alcun senso se riferiti ad un prodotto finito. Semmai avrebbero senso guardando al singolo chip, o singolo condensatore...
Una analisi simile dovrebbe considerare dove vengono prodotti i componenti, dove assemblati, dove realizzato il software, dove il confezionamento, e molto altro. Se analizzassi la cosa accuratamente scopriresti che diverse nazioni hanno diverse punte di eccellenza, e diversi abissi di scarsa qualità. E che questo è in contuna mutazione. Un prodotto di qualità sarà fatto seguendo standard di qualità, ovunque sia realizzato. Un prodotto scadente sarà realizzato senza crtiterio (o deliberatamente male), ovunque sia fatto.

Semplicemente, non puoi dire "Guarda, quella giacca in pelle è cinese, quindi fa schifo". Non ha alcun senso. Forse la Halvarssons Chinook è fatta in Cina, o in Pakistan, o in Malesia, ed è un prodotto di alta qualità. Forse un artigiano italiano che fa una giacca in pelle a mano e non sa come fare cucuture ad alta resistenza farà un made in Italy originale ed artigianale che non regge il vento. Io non so nulla di come lavorare la pelle. Se domani mi cucio un paio di guanti saranno Made in Italy senza dubbio, ma, credimi, faranno schifo davvero. Smile

Citazione:

se hai il terzista cinese serio e lo paghi perchè sia serio è una cosa,se cerchi quello che ti fà meno sarà un'altra cosa

Anche solo per motivi di cambio (mercato monetario) un eccellente produttore cinese nel 2010 ti costerà meno di un eccellente produttore veneto. E' un fatto. Forse nel 2020 le cose saranno diverse. Nel 1990 senza dubbio lo erano.
Dire che stai semplificando è dir poco, e purtroppo in tal modo temo tu stia formulando giudizi che non rispecchiano la realtà. Lo dico con assoluto rispetto per la tua opinione, sia chiaro. Semplicemente non la condivido e mi sembra si fondi su generalizzazioni un po' eccessive.

Citazione:

e comunque penso che se vuoi la massima qualità la roba te la devi fare tu,quà,e non là,se non altro perchè hai sempre sotto controllo tutto,dalla a alla z,e non devi mettere uno che controlla e verifica capo per capo il container che è appena arrivato da chissàdove........ma poi credete veramente che lo facciano?

Controllare una filiale è possibilissimo. Può essere più costoso per vari motivi, ma se risparmi altrove il gioco può valere, e spesso vale, la candela. Spesso non è nemmeno più costoso.

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Cristian72
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Joined: 2010/09/06
Penso che anche parlandone

Penso che anche parlandone all'infinito non arriveremo mai a una conclusione certa,ma ti faccio una semplice domanda.......in generale un prodotto qualsiasi che compri adesso,di largo consumo e non di gamma extralusso o superprofessionale,dura di più,uguale o meno del prodotto dello stesso tipo di 20-25 anni fà,ovvero dell'era preglobalizzazione?o precina o come vuoi chiamarla.
Sono solo io che continuo a buttar via roba acquistata negl'ultimi anni,e facendolo sempre prima,mentre la roba vecchia è sempre là e quando mi serve sò che funziona,e se si rompe cerco chi me la ripara perchè sò che ne vale la pena.A voi questo non succede?Vorrà dire che sono sfigato.

Per quanto riguarda l'hificar ti assicuro che conosco tutto quello che è apparso nel mercato degl'ultimi 25 anni,e una volta il "Made in USA" aveva un suo perchè,probabilmente ora il "made in" non vuol dire niente,ma non è sempre stato così.

Taym
ritratto di Taym
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Joined: 2009/05/13
Cristian72 ha scritto:in

Cristian72 ha scritto:
in generale un prodotto qualsiasi che compri adesso,di largo consumo e non di gamma extralusso o superprofessionale,dura di più,uguale o meno del prodotto dello stesso tipo di 20-25 anni fà,ovvero dell'era preglobalizzazione?o precina o come vuoi chiamarla.

In generale non c'e' una risposta. Dipende da quale industria consideri, da quale produttore, o da quale specifico prodotto. In generale, invece, si tratta di nuovo di un'opinione popolare, a volte vera, a volte no.

Citazione:

Per quanto riguarda l'hificar ti assicuro che conosco tutto quello che è apparso nel mercato degl'ultimi 25 anni,e una volta il "Made in USA" aveva un suo perchè,probabilmente ora il "made in" non vuol dire niente,ma non è sempre stato così.

Ti parlo del presente, non di "una volta".
"Una volta" un prodotto Italiano era realizzato in un'azienda con sede legale, fiscal, produttiva italiana, gestite da managers italiani, con ingegneri italiani ed operai italiani. Lo stile di management era un prodotto della cultura locale, l'etica del lavoro lo era parimenti, ed il personale si era formato tutto in Italia.
"Oggi", da molto tempo in effetti, non e' sempre cosi'. Soprattutto in settori tecnologici, si utilizzano stili di management che sono, o vorrebbero essere, il prodotto della migliore ricerca in tal senso, non certo appartenente a questa o quella nazione. Il personale ha formazione spesso non locale, le sedi produttive sono dislocate in mezzo mondo, gli operai non sono tutti italiani, e la tendenza sembra indicare che lo saranno meno.
Quindi che significa "Made in Italy". Dire "Made in Italy" oggi e' uno strumento pubblicitario per coloro che associano a cio' un valore di qualche tipo. Da un punto di vista piu' scientifico, avrebbe invece senso indicare COME sono stati realizzati i prodotti, non dove. Perche' grossomodo ovunque puoi ottenere, volendo, alta qualita'. E perche' un ottimo manager puo' ben essere, e spesso e', un Australiano cresciuto in svizzera con formazione accademica americana, master in inghilterra, e casa e famiglia in Italia.

Questo e' globalizzaizone, e non e' affatto male. E' semplicemente un fatto, una caratteristica dei tempi. Se usata bene porta benefici, se usata male porta danni, come quasiasi cosa.

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